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Il Friuli Venezia Giulia è formato dal Friuli, che costituisce circa il 90% del territorio (con capitale storica Udine), e dalla parte di Venezia Giulia rimasta all'Italia dopo la seconda guerra mondiale. Tuttavia, non si può stabilire un confine preciso tra queste due zone, in quanto per alcuni il confine sarebbe costituito dal fiume Timavo (confini del Friuli Storico), mentre per altri, residenti soprattutto nella Bisiacaria, il confine passerebbe lungo il fiume Isonzo. Parte dei bisiachi preferisce infatti definirsi giuliana piuttosto che friulana.
Il Friuli Venezia Giulia è una regione creata a tavolino negli anni del secondo dopoguerra. Il 10 febbraio 1947, alla fine della seconda guerra mondiale, l'Italia, sconfitta, aveva firmato a Parigi il Trattato di Pace con le potenze alleate vincitrici, perdendo gran parte della Venezia Giulia.
L’antica storia friulana risale, ed è legata, alla città di Aquileia. Fondata nel 181 avanti Cristo come colonia di diritto latino in un territorio influenzato da più culture e da poco occupato dai Galli Transalpini.
Intorno al XII secolo Aquileia si dotò di una propria Costituzione e di un Parlamento, ritenuto il più antico d'Europa. Al momento della costituzione in regione del Friuli Venezia Giulia, la città fu estromessa dal ruolo che per secoli aveva avuto e che, secondo molti friulani, le spetterebbe ancora, considerando la propria storia, la centralità geografica di cui gode ,mentre Trieste è decentrata e geograficamente al margine della regione.

Il Friuli Venezia Giulia significa grazie alla sua natura e al paesaggio montano è un regione decisamente appagante da gustare e vivere sotto ogni punto di vista: dallo sport al contatto con la sua gente, legatissima alle sue tradizioni e straordinariamente ospitale.
Chi vuole avvicinarsi per gradi al mondo invernale può scegliere fra innumerevoli opportunità; ad esempio, per chi ama addentrarsi nel silenzio di paesaggi puà percorrere suggestivi itinerari di sci alpinismo.
Piancavallo e Forni di Sopra sulle Dolomiti orientali, Zoncolan e Sauris in Carnia, Sella Nevea e il Tarvisiano sulle Alpi Giulie, sono comprensori ben conosciuti dagli amanti della neve che accontentano sciatori di tutti i livelli e appassionati di ogni genere.
E poi ci sono le foreste, fra le più vaste conservate in Europa, e i numerosi parchi e le riserve naturali, con il loro popolo di camosci, stambecchi e rapaci. Alpeggi, aree protette, piccoli laghi d’alta quota, pareti di roccia e selvagge foreste sono solo alcuni dei volti che la natura offre alle montagne friulane.
Gli appassionati di sport e di attività all’aria aperta potranno vivere esperienze
indimenticabili con arrampicata, alpinismo, voli in parapendio, aliante e deltaplano, golf e pesca, canoa e windsurf su torrenti e laghi cristallini.
Senza dimenticare la mountain-bike o i percorsi escursionistici per gli amanti del trekking a piedi e a cavallo.
La montagna friulana offre alla vista una serie di caratteristici paesi circondati da pascoli verdissimi e raccolti attorno a piccole chiese dalla grazia austera, ma contornati dall’atmosfera delle numerose feste tradizionali e folkloristiche.

La tradizione enogastronomica friulna nasce dall’incontro di tre grandi culture: slava, mitteleuropea e veneta.
Carni, latticini, insaccati e legumi sono alla base della cucina di questa regione; giocando sulla semplicità delle ricette e sulla genuinità dei prodotti, che i ristoranti delle province di Udine e Pordenone hanno saputo valorizzare molto bene.
Un cenno a parte, va sicuramente alla cucina Carnica, gustosa e rigorosamente
stagionale, che utilizza con fantasia gli ingredienti umili e genuini della montagna, in maniera particolare le erbe e i prodotti di malga.
Non si può parlare dei prodotti gastronomici del Friuli Venezia Giulia senza accennare al Prosciutto di San Daniele, conosciuto ed esportato in tutto il mondo, al formaggio Montasio, la cui autenticità è garantita da un marchio d’origine e di qualità, e al tipico frico.
Fra gli insaccati, che vengono ancora lavorati artigianalmente in molte salumerie, primeggiano i salami, le sopresse, le salsicce e il musèt (cotechino spesso accompagnato con la brovada) e fra i dolci la gubana e gli strucchi delle Valli del Natisone.
Varietà e qualità caratterizzano, invece, la produzione vinicola della regione. Ben otto sono infatti le zone a denominazione di origine controllata, dalle quali provengono gli eccellenti vini, tra cui il prezioso e raro Picolit e il Ramandolo, entrambi di denominazione d'origine controllatra e garantita (docg). Robusti rossi e profumati bianchi si abbinano ai gustosi e raffinati piatti della gastronomia locale e internazionale.
Rinomati sono anche diversi distillati fra i quali si distinguono le grappe (alcune pregiate di monovitigno) dalle più tradizionali a quelle aromatizzate con erbe, bacche e frutti di bosco.